Un esemplare di Pesce foglia, nome scientifico Lobotes surinamensis, è stato catturato domenica 6 settembre nelle acque di Capo Colonna durante un’attività di ricerca e monitoraggio condotta dai soci del Circolo per l’Ambiente IBIS.
Il ritrovamento riveste particolare interesse scientifico per la presenza nel Mediterraneo di questa specie, diffusa soprattutto nelle acque tropicali e subtropicali degli oceani Atlantico e Indo-Pacifico. L’esemplare è stato conservato e sarà inviato all’Università di Catania, dove verrà sottoposto ad analisi genetiche del DNA nell’ambito del progetto AlienFish.
L’attività rientra nella convenzione tra il Circolo IBIS e l’Area Marina Protetta Capo Rizzuto e nel programma di monitoraggio delle specie marine non indigene portato avanti attraverso AlienFish.
Il Pesce foglia deve il proprio nome al particolare aspetto del corpo, alto e compresso lateralmente, e alle pinne caratterizzate da ampi lobi arrotondati. Soprattutto gli esemplari giovani riescono a mimetizzarsi lasciandosi trasportare dalle correnti e confondendosi con foglie e altro materiale galleggiante. La specie può superare il metro di lunghezza.
Per lungo tempo le segnalazioni di Lobotes surinamensis nel Mediterraneo sono state sporadiche, mentre negli ultimi anni ne è stata osservata una presenza crescente anche nel bacino centrale e nelle acque italiane. Per questo ogni nuovo ritrovamento rappresenta un dato utile per studiare l’evoluzione della fauna marina e i cambiamenti in corso nel Mediterraneo.
«Questo ritrovamento dimostra ancora una volta quanto sia importante mantenere un’attività costante di osservazione delle nostre coste e dei nostri fondali», sottolinea Girolamo Parretta, presidente del Circolo per l’Ambiente IBIS, evidenziando il ruolo che cittadini, pescatori, subacquei e frequentatori del mare possono svolgere nella raccolta di informazioni scientificamente utili.
Proprio la citizen science è uno degli strumenti su cui si basa il progetto AlienFish: fotografie, video e indicazioni precise su luogo e data degli avvistamenti possono contribuire a ricostruire la distribuzione delle specie insolite o non indigene nelle acque italiane.
Il Circolo IBIS ha inoltre ringraziato il professor Francesco Tiralongo dell’Università di Catania per la direzione scientifica delle attività e il dottor Piero Cappa dell’Area Marina Protetta Capo Rizzuto per la collaborazione nel monitoraggio della biodiversità marina del territorio crotonese.
L’associazione rivolge infine un appello a pescatori, subacquei, apneisti, diportisti e cittadini affinché eventuali avvistamenti del Pesce foglia o di altre specie insolite vengano documentati e segnalati, indicando quando possibile località, data, profondità e condizioni dell’osservazione.
«Ogni segnalazione può trasformarsi in un dato scientifico – conclude Parretta – e ogni dato può aiutarci a comprendere meglio i cambiamenti che stanno interessando il Mediterraneo».
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