Isola Capo Rizzuto,

Agosto 1979: 40 anni fa il primo campeggio gay d’Italia a Isola Capo Rizzuto

La copertina di Lambada n. 23 settembre-ottobre 1979

Nell’agosto del 1979 si tiene a Isola Capo Rizzuto il primo campeggio d’Italia. Un evento unico che da una parte consegnò al Paese un “piccolo paradiso perduto” e dall’altra suscitò le ire della Chiesa e dei movimenti fascisti dell’epoca. A distanza di 40 anni molte cose sono rimaste ancore irrisolte e i rigurgiti omofobi sono tornati a caratterizzare la società italiana, quella dei social, dell’odio virtuale e reale. Di quello straordinario evento, comunque lo si voglia vedere aveva i crismi dell’unicità, abbiamo trovato il ricordo (di alcuni anni fa) di Felix  Cossolo «dal 1975 “attivo” nel movimento gay, direttore di Lambda, promotore di gay camp e della prima libreria LGBT Babele, collaboratore di Gay.it».

Nel 1979 decido di organizzare un gay camp in Italia dopo l’odissea dell’anno precedente in Grecia e trovo la disponibilità di un campeggio in Calabria, a Capo Rizzuto, in un posto incantevole ma desolato. Oltre un migliaio di persone raccolgono l’appello, molti gli etero “che hanno aperto gli occhi, gli slip o entrambi”, come scriveva Andrea Pini. C’erano anche i “maschi in crisi” che sublimavano in droghe e rock & roll, e una ventina di compagne lesbiche.

I ricordi sono tanti: il nudismo in spiaggia, la musica sulla piazzetta, le cantate collettive, le sfilate e i giochi pazzi, i “matrimoni” e la caccia al tesoro. La maggioranza delle iniziative era spontanea e si respirava un’aria diversa. Una sera è nata una passerella sulla terrazza, una sfilata di Wande Osiris, femministe d’avanguardia, maestre e puttane. Si discuteva se travestirsi oppure no, se bisognava fare politica o essere qualunquisti, che atteggiamento avere rispetto ai guardoni che venivano ad ammirarci, se la Tv poteva fare le riprese, se manifestare in città, a Crotone, o restare nel nostro piccolo paradiso.

Il Tg2 fece un servizio e tutti i media scrissero i loro pezzi coloriti.

C’era anche un giovane timido e un po’ velato che passeggiava nudo sulla spiaggia con me, il carissimo Nichi Vendola, oggi Presidente della regione Puglia, e non si possono dimenticare le performance dell’attore napoletano Ciro Cascina, i personaggi come la Poppea, Porporino, Stefano Casagrande, Alvaro, la Curcione; le inchieste Doxa, tastando il cazzo dell’intervistato, e lo slogan “Nudi sì ma contro la Dc: occhio, malocchio, diventerai finocchio”. L’esperienza fu così coinvolgente che fu riproposta l’anno dopo grazie al nostro entusiasmo e alla rivista Lambda, sempre a Capo Rizzuto al camping “La Comune”.

Molti partecipanti vogliono un campeggio esclusivamente gay, e si discute anche di musica e terrorismo. Ci sono gli spettacoli delle Pumitrozzole (e la presenza di una non ancora famosa Platinette), di Ciro Cascina, gli allestimenti di Giorgio Fornari, i bagni d’argilla, i corpi colorati con pennellate di pittura, la vie en rose nei bagni (Gigi Malaroda lo ricorderà…), l’intervento del presidente nazionale dell’Arci Rino Serra, anticipazione della nascita dell’Arcigay.

Felix Cossolo

 

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