Crotone,

Aeroporto, Laboratorio Crotone attacca Sacal

Riceviamo e pubblichiamo

“Non è accettabile, non possiamo consentire che Crotone e i tanti passeggeri che hanno atteso con ansia la riapertura dello scalo pitagorico siano mortificati, ancora una volta, ancora di più da Sacal. Dopo l’incresciosa vicenda Flyservus, in cui Sacal ha dimostrato di non essere in grado, o peggio di non aver voglia di consentire una reale ripresa dell’attività volitiva dell’aeroporto di Crotone, oggi sta dimostrando di proseguire, in modo, ci spiace dire, “scientifico” alla demolizione dello scalo. Non sono serviti, o meglio non interessano, i numeri in termini di prenotazioni che grazie alla ripresa dei voli operati da Ryanair lo scalo ha fatto registrare in poche settimane, e così dopo averlo tenuto fermo per lunghissimi mesi, ora Sacal lascia a terra gli aerei: niente carburante e voli costretti a fare sosta a Lamezia per fare rifornimento. Un’operazione, che con il passare delle ore, sta perdendo di “casualità” e sta delineando un disegno “diabolico”: tagliare le ali alla ripresa dell’aeroporto, logorare giorno dopo giorno la fiducia nei possibili passeggeri. Aerei pieni di passeggeri infuriati, costretti prima a lunghe attese per poi essere dirottati su Lamezia, ingenerando oltre che un disagio, un danno economico in termini di immagine e di promozione dei voli stessi e quindi del territorio. Sacal sembra essere al lavoro, e lo sta facendo evidentemente bene, per dirottare i passeggeri da Crotone e Lamezia. Lo scalo pitagorico sta diventando poco affidabile e quindi non appetibile: ritardi, soste forzate, perchè partire o arrivare a Crotone? Lamezia dista pochi chilometri, e meglio pochi chilometri da percorrere in auto, che l’incertezza: questo il messaggio veicolato.

In queste ore giungono rassicurazioni sulla soluzione del problema carburante, rassicurazioni sia parte di Ryanair che da parte di Sacal: un problema tecnico, o forse un’errata valutazione iniziale sulla necessità di avere il carburante disponibile anche al S.Anna. Al di là però degli aspetti prettamente tecnici, al di là degli accordi intercorsi tra la compagnia low cost e la società che gestisce lo scalo, a noi preme sottolineare che altri “disguidi tecnici” non saranno tollerati, altri silenzi colpevoli non saranno concessi. A Sacal è stata concessa più di un’occasione, lasciato il beneficio del dubbio, quando dubbi in realtà ve ne erano pochi, ma assistere in silenzio equivale a rendersi complici. Se da un lato auspichiamo che il tempo dei “disguidi tecnici” sia finito, dall’altro rinnoviamo in questa occasione la richiesta a Sacal di mettere in atto tutte le azioni necessarie per consentire allo scalo pitagorico di lavorare e di farlo, come fatto fino al suo arrivo, in modo professionale”.

Laboratorio Crotone

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