Crotone,

Archeologia, confermato l’importante ritrovamento a Scifo

Dopo l’anticipazione di Crotonenews sull’importante ritrovamento archeologico a Scifo, ora arriva la comunicazione ufficiale della Soprintendenza  per l’Archeologia della Calabria. Un blocco ritrovato a pelo d’acqua a Punta Scifo, proprio nei pressi di una nota cava di colonne di epoca greca, recante una inscrizione che ora sarà sottoposta ad accurati studi. L’inscrizione potrebbe essere greca oppure osca e, dunque, si dovranno fare tutti gli studi per capirne il significato e assegnare un periodo storico al blocco. Non è escluso, per esempio, che possa essere una inscrizione votiva.

Di seguito pubblichiamo il comunicato integrale della Soprintendenza archeologica – Ufficio territoriale di Crotone.

“Nel pomeriggio di sabato 4 luglio è stata messa in atto un’operazione di recupero di un reperto archeologico. Si tratta di un blocco in calcare recante un’antica epigrafe, posizionato sulla battigia, fra gli scogli di Punta Scifo sulla costa a sud di Crotone. L’intervento è stato condotto a cura della Soprintendenza per l’Archeologia della Calabria e coordinato da Gregorio Aversa responsabile dell’Ufficio territoriale Crotone-Sila, insieme al personale tecnico-scintifico rappresentato da Gaetano Scicchitano e Giuseppe Nicoletti.

La scoperta dell’importante reperto è dovuta alla segnalazione fatta a suo tempo da Francesca Tessadri e Vincenzo Brandi, noti artisti crotonesi, che ne avevano ravvisato il possibile valore d’interesse archeologico coinvolgendo il competente Ufficio territoriale. Il recupero è stato possibile grazie alla proficua intesa tra la Soprintendenza all’archeologia e il Comando dei vigili del fuoco di Crotone, rappresentato da Francesco Pascuzzi, partecipazione quest’ultima rivelatasi indispensabile in quanto ha reso disponibile una squadra guidata dallo stesso e già operativa in mare con un natante per l’annuale manifestazione “Trofeo Pugliese”. L’importante reperto è stato rimosso con grande cautela, sotto l’occhio attento dei tecnici della Soprintendenza, dal luogo dove giaceva da più di duemila anni, fra gli scogli della bella cala di Punta Scifo, ed è stato poi trasportato a filo d’acqua fino al natante in dotazione ai vigili del fuoco, anche con l’entusiastica partecipazione di alcuni bagnati presenti sul posto.

Dopo aver collocato il blocco roccioso sull’imbarcazione, l’equipe che ha effettuato l’intervento ha puntato velocemente verso il porto di Crotone, e presso il molo della Lega Navale si è provveduto, con l’ausilio della gru in dotazione alla suddetta associazione, a sollevare e collocare il blocco in oggetto su un veicolo dello stesso comando dei vigili del fuoco. L’atto conclusivo è stato quindi quello di trasferire il reperto presso i magazzini del Museo nazionale di Crotone, con tutti gli accorgimenti necessari affinché il reperto non subisse danni. Grazie all’efficienza della squadra del Comando vigili del fuoco, tempestiva ed altamente professionale, resasi disponibile alla collaborazione con gli esperti della Soprintendenza all’archeologia è stato possibile recuperare un’altra notevole testimonianza che il nostro ambiente marino ha restituito, che sarà presto sottoposto all’attenzione degli studiosi specialisti al fine di poterne decifrare il contenuto e configurarne il significato storico-archeologico e di contesto”.

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