Antica Kroton, emergono i primi reperti

Tre tombe e un muro di epoca greca sono state scoperte nel corso dei lavori per la recinzione

Antica Kroton, un tesoro sotto i metalli pesanti? Ne sono quasi tutti certi, gli scavi del quartiere antico di Kroton potrebbero portare alla luce un tesoro, un patrimonio archeologico di inestimabile valore storico e culturale. Il problema è che nessuno sa ancora come muoversi in quella zona. C’è un finanziamento milionario per l’antica Kroton che qualcuno, in particolare l’ex presidente f.f. della Regione Calabria, ha cercato di giocarsi politicamente, con un tentativo miseramente fallito. I corsi di formazione sono stati più o meno come il mese di prova dell’apprendista garzone, sapendo già che il garzone, cioè i corsisti, mai avrebbero poi potuto mettere le mani in quegli scavi. Con quel finanziamento milionario al momento l’unica cosa che si sta facendo è la recinzione dell’area, circa 80 ettari, dove sotto terra si cela il tesoro culturale di Crotone. Tesoro di cui barbari politici contemporanei ignorano anche l’esistenza e usano quegli scavi come merce di scambio. La notizia, però, è un’altra. Dai lavori per la recinzione cominciano a venire fuori le prime tracce di quello che potrebbe esserci. Tre tombe di epoca greca ed un muro. E questo solo eseguendo dei piccoli lavori di recinzione. Inoltre, come molti ricorderanno, alcuni ex operai Pertusola ricordano benissimo che tra gli anni sessante e settanta la fabbrica decise di ampliare lo stabilimento. Furono eseguiti dei lavori che portarono alla luce una strada, un decumano o un cardo (non si sa con esattezza), larga 36 metri. I lavori di ampliamento poi vennero sospesi per volontà della fabbrica e quella strada ricoperta.
Nei prossimi giorni i tecnici dell’Arpacal dovrebbero effettuare una serie di carotaggi per studiare il grado di inquinamento, quali sono gli inquinanti e a che profondità arrivano. Sugli ottanta ettari individuati per gli scavi esiste un progetto di fitorimediazione che però non ha visto nemmeno il primo vagito e sulla cui efficacia e tempistica sono stati sollevati moltissimi dubbi. Che dire, la maledizione di Pitagora colpisce ancora? Potrebbe essere questo, per esempio, un programma serio di sviluppo del territorio? Dalla chiusura delle fabbriche ad oggi nessun politico crotonese, nessun presidente degli industriali, nessuna mente “illuminata” (?) si è mai posto il problema di quale debba essere la vocazione di Crotone e del suo territorio. Una politica seria avrebbe già pensato alle generazioni future anziché alle prossime elezioni.

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