sequestro grande aracri

Sequestri e confische ai Grande Aracri

I beni a breve potrebbero essere già assegnati all’Agenzia nazionale

I carabinieri di Reggio Emilia hanno sequestrando a Brescello, beni riconducibili alla cosca Grande Aracri. La misura, emessa dal tribunale di Reggio Emilia su richiesta della Dda di Bologna, riguarda beni immobili di proprietà di parenti di Francesco Grande Aracri, fratello del boss Nicolino, condannato da poco dalla Corte d’Appello di Catanzaro a 30 di reclusione.
Il sequestro preventivo di beni che colpisce Francesco Grande Aracri – 59enne residente a Brescello (Reggio Emilia), condannato con sentenza definitiva per associazione di stampo mafioso ammonta ad un valore corrispondente di circa mezzo milione di euro. Inoltre sempre a Brescello, i carabinieri del Comando provinciale e gli ufficiali giudiziari di Reggio Emilia, hanno notificato i decreti di “confisca di prevenzione antimafia”, emessi dal Tribunale di Reggio Emilia, dei beni già sequestrati alla cosca Grande Aracri.

La confisca ed il sequestro di oggi seguono le misure dell’8 novembre 2013, quando ci fu il primo provvedimento disposto in Emilia Romagna di sequestro patrimoniale preventivo anticipato in base al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. Gli ulteriori sequestri – a firma del collegio presieduto da Francesco Caruso, presidente del Tribunale di Reggio Emilia – sono frutto di un’ulteriore richiesta avanzata dal pm Marco Mescolini della Direzione distrettuale antimafia di Bologna, sulla scorta delle nuove risultanze emerse durante le udienze dibattimentali tenute sul sequestro del 2013, supportate da riscontri raccolti dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia. Sotto sequestro, questa volta sono finiti un’azienda per la lavorazione del marmo nella stessa area già sottoposta a sequestro, intestata a Paolo Grande Aracri e Carmelina Passafaro, figlio e nuora di Francesco, nonché un’abitazione ed un’autorimessa intestate alla figlia Rosita.

Sono già stati attivati i canali formali con la Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata per la parte di competenza relativa alla prosecuzione della gestione ed eventuale destinazione. Intanto, proprio nel Municipio di Brescello, proseguono i lavori della commissione di indagine nominata dal Prefetto di Reggio Emilia per verificare il condizionamento della cosca sull’Amministrazione comunale.

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