Il sabato sera dei neo barbari crotonesi

Eccolo il sabato sera dei vitelloni crotonesi: bidoni della spazzatura divelti, bottiglie di vetro e lattine ovunque, plastica sparsa per le strade e spiaggia usata come pattumiera. E c’è chi si fa venire in mente di bloccare via Poggio Reale con bidoni di spazzatura e cartoni. Se vi venisse in mente di fare un giro per la città la domenica mattina è esattamente questo lo scenario che vi trovereste davanti. Difficile trovare altri responsabili oltre alla inciviltà di chi attua questi gesti. I genitori che non li educano a dovere sul bene comune? Probabile. I gestori dei locali che non impongono ai propri clienti di usare i bidoni anziché la strada e la spiaggia per gettare le bottiglie? Forse. Tutti contro il Comune che non pulisce? Assai plausibile.
Resta il fatto del comportamento molto incivile di chi il sabato sera decide che le strade della città siano l’impianto di Ponticelli per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ora, al di là dei bei soldini che si potrebbero fare riciclando e vendendo il vetro con la raccolta differenziata (questa grande sconosciuta, resta il fatto che evidentemente per molti la città va trattata male, usata come pattumiera e, se possibile, demolita in tutte le sue sfaccettature. Non basta la decadenza culturale (o forse è proprio questo il vero problema), ma sono tornati i barbari. Quelli che demoliscono il bene comune “perché tanto mica è mio”. Sarebbe interessante capire se anche le case di questi signori presentano gli stessi sintomi: cioè se trovi bottiglie sparse ovunque, spazzatura seminata per casa, lampadari rotti di proposito. È vero ci vuole un grande salto di qualità culturale per cambiare le cose, ma se non cominciano i genitori e gli adulti a far capire cos’è un bene comune, a chi serve un giochino pubblico per i bambini o una aiuola ben curata piuttosto che trasformata nel bidone dell’immondizia, sarà davvero dura, anzi durissima. Uno dei suggerimenti potrebbe essere quello di fornire i gestori dei locali di più contenitori, ma fare in modo che gli stessi esercenti impongano ai clienti l’uso degli stessi. Oppure si può fare come in Svizzera: per il consumo si usano solo bicchieri di plastica dura con una cauzione di due franchi. Quando riporti il bicchiere (che poi sarà lavato e sterilizzato) ti saranno restituiti i due euro di cauzione. Ma serve una rivoluzione culturale, una presa di coscienza collettiva per capire che il bene comune in quanto tale va protetto dai neo barbari e dai neo lanzichenecchi, prima che il virus dell’ignoranza e dell’arroganza colpisca tutti, ma proprio tutti.

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