Moda, la donna made in Calabria di Anton Giulio Grande

Lo stilista lametino si racconta a CrotoneNews

di Michela Bastone

Anton Giulio Grande, un calabrese ambasciatore di stile.

È estremamente sensuale la donna di Anton Giulio Grande: quando sfilano in passerella va in scena la favola che diventa moda. I ricami, i pizzi, le gonne di plissé, le frange, gli scialli, i bustini, le trasparenze diventano arte in movimento nelle sue mani.

Anton Giulio Grande nasce a Lamezia Terme 43 anni fa, ha studiato al Polimoda di Firenze e successivamente al Fit di New York. A soli 23 anni ha partecipato alla sfilata di Piazza di Spagna e si è imposto all’attenzione della critica collaborando prima con l’atelier delle Sorelle Fontana, poi con la maison Gattinoni. Dal 1996 ha lanciato le sue collezioni Anton Giulio Grande.

“Anton Giulio Grande è fondamentalmente un sognatore, amante, ricercatore e creatore di bellezza. Fin da bambino avevo una normale predisposizione per la bellezza, l’arte, il disegno e il mondo femminile. Ammiravo gli show del sabato sera in TV con le star del momento che indossavano abiti sfavillanti che scendevano dalle scale e da li il mio sogno di vestirle”.

Cosa è per lei lo stile?

“È qualcosa di innato, personale, inspiegabile ed eterno”.

Anton Giulio Grande è un calabrese doc, cosa troviamo di calabrese nella sua arte?

“Nei miei abiti si respira moltissima Calabria. Tradizione nelle linee e nell’ispirazione di tecniche di ricamo e forme, sensualità e passionalità tendente alla drammaticità e teatralità proiettato in epoche moderne, frutto di reminiscenze infantili e adolescenziali”.

Ci sono molti richiami calabresi negli abiti di Anton Giulio: se scomodassimo l’antropologia culturale potremmo dire che i bustini sembrano ricordare i corsetti delle pacchiane che usavano stringere il loro punto vita abbinando gonne larghe e importanti. Ma si potrebbero usare anche le parole di Norman Douglas che in Old Calabria le racconta così: «…per vedere le donne nel loro pieno fulgore, bisogna scegliere una domenica o un giorno festivo, …le loro grazie naturali sono messe in rilievo dagli elaborati ornamenti di finissimo gusto e dalle graziose acconciature con due riccioli pendenti davanti alle orecchie… »

Dove trova ispirazione?

Nella vita di ogni giorno. Tutto ciò che faccio quotidianamente, le persone che incontro, i miei viaggi, le mie frequentazioni, tutto ciò che avvolge la mia vita reale e quella del sogno visionario”.

Il suo luogo del cuore ….

“Diversi e perlopiù vissuti in solitudine. La Calabria piena di contraddizioni, di amore e odio; Roma, dove ha avuto inizio la mia carriera, una città bellissima che mi ha regalato tra le più belle soddisfazioni e successi; Parigi città di eterna ispirazione e Firenze città dei miei studi e tanto altro”

Cosa non dovrebbe mancare nell’armadio di una donna?

“Pochi ma essenziali capi intramontabili, ma soprattutto oggetti di culto che oltre a non subire le tendenze di moda siano adatti al fisico, allo status e alla personalità di ogni donna”.

Una donna compiuta, che sa come valorizzare il proprio corpo che evidenzia le linee della bellezza senza mai travalicarle, che mutua dalla moda ma non prescinde dal suo stile, sembra essere il teorema di Anton Giulio Grande.

Ci sveli un segreto per essere fashion in pochi minuti.

“Essere unici, non copiando e soprattutto non farsi influenzare da modelli negativi e inadatti”.

Un sogno da realizzare….

“Diversi. Mi piacerebbe conservare l’entusiasmo che mi ha sempre contraddistinto fin da bambino nel fare questo lavoro ed anche mantenere sempre vivo il mio amore infinito per la bellezza”.

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