Tribunale Crotone

L’Ordine degli avvocati perde altri pezzi: si dimettono Barbuto e De Renzo

L’Ordine degli avvocati di Crotone perde altri pezzi. Angela Maria De Renzo ed Elisabetta Barbuto hanno, infatti, rassegnato le loro dimissioni dalla carica di Consiglieri dell’Ordine.
De Renzo e Barbuto hanno rassegnato le loro dimissioni ad appena una settimana dall’analogo passo di ben tre altri consiglieri Giuseppe Albanese, Giovanni Scordamaglia e Giuseppe Trocino, e dopo la risposta a mezzo stampa del Consiglio dell’Ordine (26 settembre). Risposta di cui le dimissionarie, pur facendo parte all’epoca a pieno titolo dell’organo collegiale, non avevano avuto modo di discutere nella opportuna sede consiliare e di cui non erano state nemmeno preventivamente messe al corrente.
De Renzo e Barbuto scrivono: “Restiamo senza parole e purtuttavia senz’altro più offese che stupite attesa l’esperienza consiliare, per il comunicato dato alla stampa, non sottoposto alla preventiva attenzione del Consiglio e, quindi, anche delle scriventi, e sottoscritto da otto consiglieri, incluso il presidente, su dieci a dimostrazione evidente della frattura che ha contraddistinto questa consiliatura, del modus operandi degli stessi e dell’assoluta mancanza di considerazione per la nostra persona e di rispetto per il nostro lavoro, la nostra professionalità e per l’apporto dato in questi anni all’attività dell’Ordine”.
“Il comunicato – scrivono ancora – costituisce la palese dimostrazione delle modalità che in tutti questi anni abbiamo più volte denunciato, e cioè che le decisioni non sono mai state prese in seno all’organo collegiale, ma in un ambito più ristretto e, infine, portate in Consiglio per essere “democraticamente” discusse al fine di una ratifica formale. Altrettanto “democraticamente” oggi la maggioranza, con l’ennesimo e intollerabile gesto di scarsa considerazione nei nostri confronti, si è autoreferenziata come unica componente del Consiglio dedita umilmente a lavorare nell’interesse dei colleghi”.
“Ci facciamo da parte, rassegnando le nostre dimissioni, per consentire ai consiglieri sottoscrittori di continuare il loro percorso, liberi anche dal fastidioso peso dell’inutile confronto con le nostre persone, ritenute evidentemente solo coreografiche , augurandoci che il Foro tutto sappia avvertire la portata del gesto, offensivo non solo nei nostri confronti, ma anche nei confronti di chi, votandoci, ha determinato la nostra elezione in Consiglio. Chiediamo, quindi, scusa ai nostri elettori, – continuano le dimissionarie – a chi ha creduto in noi conferendoci il mandato di rappresentarlo, se non proseguiamo il nostro cammino, ma è evidente che le condizioni che già lo hanno reso difficoltoso e arduo in passato, non lo consentono vieppiù oggi dopo questa ennesima infelice ed offensiva esternazione della quale siamo venute a conoscenza solo tramite gli organi di stampa”.
L’amaro sfogo delle due consigliere dimissionarie ha ripercorso gli anni della consiliatura tuttora in corso, sia pure in regime di prorogatio, evidenziando come il comunicato sottoscritto dagli otto consiglieri di maggioranza non abbia in effetti risposto esaurientemente alle numerose criticità rilevate dagli avvocati Albanese, Scordamaglia e Trocino in occasione della conferenza stampa del 23.09.2015 e nelle quali si sintetizza “la gestione singolare e verticistica del Consiglio, organo collegiale solo sulla carta, ma di fatto gestito da pochi arroccati intorno al presidente, legati alle prassi e sordi a richieste di chiarimenti e a costruttive proposte di cambiamenti.
Scrivono ancora Barbuto e De Renzo: “Fin dall’inizio, infatti, tutte le nostre iniziative, le nostre richieste e le nostre proposte sono state malviste e osteggiate ed è stato frustrante partecipare a sedute consiliari in cui, ben poco umilmente e in netta contraddizione con quanto rivendicato nell’incipit del comunicato, la “maggioranza” pretendeva, infastidita, la perpetuazione di gestione, cariche, e modalità di funzionamento del Consiglio senza dare spazio concreto alle istanze fra le quali, prioritariamente, quelle di apertura e trasparenza in favore del Foro; di una maggiore e incisiva partecipazione della classe forense alle decisioni che la coinvolgono nella gestione del pianeta Giustizia nell’ambito del nostro Tribunale; di una diffusione di rinnovata consapevolezza del ruolo dell’avvocato, della sua indipendenza e della sua dignità anche attraverso una seria disamina dei numerosi comportamenti scorretti che vengono segnalati pressoché quotidianamente presso il Consiglio dell’Ordine e che avrebbero meritato una maggiore attenzione e, in alcuni casi, una adeguata sanzione”.
“Inevitabile la frattura, non voluta da noi – concludono – e tanto meno dai colleghi dimissionari, bensì da una “maggioranza” che si identifica nei sottoscrittori del documento e che, fin dall’inizio della consiliatura (inizialmente biennio 2012 – 2013 attualmente in prorogatio ), si è ostinatamente rifiutata di avviare un dialogo costruttivo basato sulla trasparenza e sul confronto, pretendendo da noi, divenuti poi la “minoranza”, un atteggiamento di supina e passiva accettazione del pregresso e una abdicazione delle nostre facoltà intellettive in favore di una continuità speculare della precedente gestione”.

Notizie Correlate

Ultime Recensioni

stefano-bollani

Stefano Bollani – Arrivano gli alieni

Terzo disco da solista per il compositore, pianista e cantante jazz Stefano Bollani, dopo Smat Smat (2003) e Piano solo (2007).

Everest-La-Scalata

Everest

Jake Gyllenhaal veste i panni di uno scalatore nello spettacolare e drammatico film ispirato ad una storia vera.

stephen-king

Stephen King – Chi perde paga

Torna il “re” del thriller con il secondo capitolo della trilogia poliziesca dedicata alle inchieste del detective Bill Hodges.

jamestaylo-photo

James Taylor – Before this world

Il leggendario cantautore statunitense torna al primo posto della classifica Billboard America a 45 anni di distanza dall’ultima volta.

Terzo disco da solista per il compositore, pianista e cantante jazz Stefano Bollani, dopo Smat Smat (2003) e Piano solo (2007).

Jake Gyllenhaal veste i panni di uno scalatore nello spettacolare e drammatico film ispirato ad una storia vera.

Torna il “re” del thriller con il secondo capitolo della trilogia poliziesca dedicata alle inchieste del detective Bill Hodges.

Il leggendario cantautore statunitense torna al primo posto della classifica Billboard America a 45 anni di distanza dall’ultima volta.

© 2015 RGB Communication srls | PI 03409750795. Powered by Idemedia.