vincenzo aloisio

L’impegno non ha età, sui campi di Libera a 77 anni

“Io qui sono ringiovanito di dieci anni, l’ho detto anche alla mia famiglia che mi telefona ogni sera. E per l’anno prossimo voglio fare il campo di Scampia”.
Vincenzo Aloisio, 77 anni compiuti ad aprile, lucano di origine (nato a San Chirico Raparo), ma pugliese di adozione (vive a Cassano delle Murge), se non è il più longevo partecipante ad un campo di E!State Liberi, poco ci manca.
Una faccia che è tutta un programma, la mente di un giovane incastrata nel corpo ben tenuto di un vivace, curioso, attento e faticatore 77enne.
Lui, tra un nugolo di 20enni arrivati da tutta Italia, come gli altri si sveglia all’alba nella struttura confiscata ai Maesano di Cutro e gestita dal Wwf, che ospita i volontari dei campi di Libera. Poi partenza per Isola Capo Rizzuto dove bisogna sporcarsi le mani sui terreni confiscati alla famiglia Arena e affidati nel 2012 dall’allora giunta comunale, guidata da Carolina Girasole, alla cooperativa Terre joniche-Libera terra.
I ragazzi lo chiamano il nonno e gli risparmiano solo le pulizie, per il resto è uno di loro a tutti gli effetti.
Ma perché un uomo nato nel 1938 decide di fare un campo?
“Questa domanda c’è anche sul questionario di Libera che bisogna compilare per partecipare ai campi. Io ho risposto che volevo dare qualcosa di fisico al sociale che non avevo mai fatto, perché penso che in altre forme, invece, qualcosa l’ho data nel limite delle mie possibilità”.
Vincenzo, oltre ad essere un arguto osservatore e partecipare a tutte le discussioni, ha una storia tutta particolare che serve conoscere per delineare il personaggio.
Nasce a San Chirico Raparo, in provincia di Potenza, nel 1938. La sua famiglia ha un negozio di elettrodomestici, ma lui decide di aprire una attività di maglieria che ben presto deve trasferirsi visto che “in paese non ci arrivavano nemmeno i corrieri”. Trasferimento prima a Pisticci e poi a Cassano delle Murge, in provincia di Bari, e qui l’azienda decolla fino ad avere anche a 90 dipendenti.
Vincenzo Aloisio ha la curiosità nel sangue, così alla giovane età di 22 anni diventa prima consigliere comunale di opposizione e poi sindaco del suo paese con il Partito Comunista. “La maggiore età all’epoca era a 21 anni; – dice Vincenzo – nel 1970 ci siamo ripresentati contro un notabile fascista che ci stava dagli anni ’50. Vincemmo e la nostra amministrazione fu una vera e propria rivoluzione. A cominciare dal fatto che il cittadino poteva passare da casa e poi parlare col sindaco sulla panchina della villa”.
Ma la sua famiglia come ha reagito a questa scelta di fare un campo di Libera a Isola Capo Rizzuto?
“La mia famiglia forse mi vede più vecchio di quanto sono. Le solite osservazioni di una famiglia, ma dove vai. Che vai a fare. Mi telefonano e chiedono “ma sei stanco?”, io rispondo ma fatevi i fatti vostri io qui sto benone, sto in mezzo a giovani bellissimi che, come ho detto anche a loro, smontano completamente quel sentire comune che i giovani di oggi non vogliono fare niente, sono svogliati, invece loro lavorano, discutono, imparano e insegnano. Sono contentissimo di questo esperienza e torno a casa con un arricchimento enorme”.
“Per me – conclude Vincenzo Aloisio – è stato un piacere. Libera fa questi campi non per zappare davvero, ma per sensibilizzazione, per aiutare culturalmente, socialmente a sapere vivere insieme, diffondere il seme della speranza e della convivenza, attraverso queste splendide persone che sono i volontari e i giovani delle cooperative che lavorano sui beni restituiti allo Stato. Poi abbiamo incontrato tante persone interessanti che hanno qualcosa da dire e da trasmettere. Sono felicissimo, l’anno prossimo vado a Scampia”, parola di Vincenzo Aloisio, il nonno supergiovane del campo di E!State Liberi 2015 a Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, dove si suda e si apprende, si ride e si piange, dove gli umani sentimenti trovano ragione di incontrarsi e conoscersi, per poi camminare insieme.

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