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Crotone-Bari, l’analisi del giorno dopo

Crotone-Bari il giorno dopo. Partiamo dalla prestazione dei rossoblu. Maiuscola, di carattere e che rasenta la perfezione. Ivan Juric le azzecca tutte. Parte con Stoian e Tounkara sugli esterni e Budimir centrale. Sorprende Nicola che, invece, prova a giocare a specchio ma gli va malissimo. Dopo soli novanta secondi sono proprio gli esterni a confezionare il vantaggio con Stoian che apparecchia e Tounkara che si siede a tavola. Ma il Crotone continua ancora a rendere piccola la corazzata Bari, che soffre da morire con Contini centrale e la difesa a tre. Davanti i talentuosi Rosina e Sansone il pallone lo vedono solo in foto. Capezzi prova a mettere dentro il primo gol da professionista, ma il palo lo ferma. Il Crotone è un uragano. Sabelli e Gemiti devono fare gli straordinari, ma la macchinetta delle timbrature non funziona, così le catene laterali Modesto-Stoian, Zampano-Tounkara mettono a dura prova le coronarie dei due baresi.
E quando Stoian al 26′ lascia Guarna come u ‘ncatatu da stiddra di San Gregorio Armeno, la serata comincia a prendere la forma del trionfo. Il Bari, però, reagisce. Nicola chiede a Sansone e Rosina di girare al largo e poi puntare l’area di rigore. Il gioco dà subito frutti con Sansone che trova una traiettoria perfetta. Cordaz si tuffa, ma non ci arriva. Sabelli comincia a prendere metri e spazio su una fascia in cui Stoian accusa un po’ di ritardo nelle chiusure. Rosina sembra essersi riacceso e Sansone ci riprova da tutte le parti e su punizione sfiora il pareggio. Poi gli esterni del Crotone si ricordano che erano partiti in un modo e Stoian, servito al bacio da Tounkara, a divorarsi il 3-1. Nella ripresa Juric indovina ancora. Rosina va arginato, quindi dentro Barberis, che si piazza davanti alla difesa, e fuori proprio Stoian. Barberis ha il compito preciso di tenere a bada Rosina, lo fa talmente bene che Nicola lo sostituisce. In avanti restano Budimir e Tounkara che si trasformano nell’incubo barese. Ancora Sansone sfiora il pari. Poi Budimir (che giocatore che ha trovato il Crotone), va via in area, Contini lo stende e si prende rosso e rigore contro. Il freddo napoletano (sembra un ossimoro) spiazza Guarna. Il Bari scompare, il Crotone attacca ancora. C’è gloria, giusta, anche per Budimir che, servito da Martella (entrato per l’ottimo Modesto uscito tra gli applausi), incrocia di sinistro e infila per la quarta volta Guarna. C’è tempo anche per la traversa di Torromino che sfiora il pokerissimo.
Questo Crotone sembra lo specchio esatto del suo allenatore. Grinta, astuzia, cervello e cuore, come solo il tecnico croato ha saputo fare anche da calciatore. I più “anziani” aiutano i giovani a crescere, anche se alcuni sembrano già veterani. E poi, se giochi con tre punte e segnano tutte vuol dire che hai fatto le scelte giuste. Ora Vercelli, un banco di prova. Soprattutto mentale. Sono partite che hanno bisogno di essere caricate mentalmente, specie dopo una sonante vittoria contro una pretendente alla promozione. Si gioca sul sintetico e non è una buona notizia. La squadra di Juric è giovane e corre, tanto. Un risultato positivo a Vercelli consacrerebbe i rossoblu a vera rivelazione (anche se in parte già lo è) e autentica sorpresa di questa prima parte di campionato.

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