Petrolio Crotone

Cercheranno petrolio nel mare di Crotone

L’organizzazione lucana ambientalista ha diramato una nota con tre nuove concessioni di ricerca idrocarburi nel mare di Crotone

“Il ministero dell’Ambiente e il governo Renzi continuano nel loro disegno di trasformare il mar Jonio in un colabrodo e in una gruviera petrolifera, dichiarando così guerra alle popolazioni del Sud ed alle amministrazioni comunali, nettamente contrarie a queste attività”. Questo è quanto scrivono i membri dell’Organizzazione lucana ambientalista che aggiungono: “sul sito del ministero dell’Ambiente sono state, infatti, pubblicate altre 5 istanze di permesso di ricerca idrocarburi presentate dalla Global Med LLC.
Tre delle cinque istanze, che prevedono la tecnica dell’air-gun ed un eventuale rilievo geofisico 3D, sono ubicati di fronte alle coste calabresi ed a Crotone, mentre 2 sono ubicate tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca”. Le nuove istanze si aggiungono all’autorizzazione VIA (valutazione di impatto ambientale) ministeriale per Enel Longanesi e alle istanze di ricerca della Shlumberger e dell’Appennine Energy , mentre sono in totale 11 le istanze che rischiano di trasformare il mar Jonio in un colobrado petrolifero.
La superficie marina interessata dalle ricerche di idrocarburi è di quasi 3.500 Kmq con decine di comuni costieri calabresi e pugliesi interessati.
È possibile presentare le osservazioni presso il ministero dell’Ambiente entro il 19 ottobre 2015.
Intanto il prossimo 24 agosto i cittadini crotonese protesteranno contro questa decisione del Governo alle ore 18:00 sul lungomare antistante piazzale Ultrà a Crotone.

Cos’è la tecnica di ricerca? “L’airgun è una tecnica di ispezione dei fondali marini, per capire cosa contiene il sottosuolo. Praticamente ci sono degli spari fortissimi e continui, ogni 5 o dieci minuti, di aria compressa che mandano onde riflesse da cui estrarre dati sulla composizione del sottosuolo. Spesso, però, questi spari sono dannosi al pescato, perché possono causare lesioni ai pesci, e soprattutto la perdita dell’udito. Questo è molto grave perché molte specie ittiche dipendono dal senso dell’udito per orientarsi, per accoppiarsi e per trovare cibo. In tutti i casi finora censiti, raccolti in un dossier da Legambiente, gli studi hanno accertato la connessione tra lo spiaggiamento e le ricerche petrolifere attraverso airgun attive nell’area. Senza calcolare i danni economici alle attività di pesca”.

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