Avvocati: è guerra all’Ordine, si dimettono i tre Anf

Si dimettono in tre dall’Ordine degli avvocati.
Hanno protocollato questa mattina le loro dimissione dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Crotone i tre consiglieri dell’Associazione nazionale forense Giuseppe Trocino, Giuseppe Albanese e Giovanni Scordamaglia. Lo hanno fatto rendendo pubblica la cosa con una conferenza stampa “per la quale – ha detto Scordamaglia – avevamo chiesto la biblioteca del Consiglio dell’Ordine e non ci è stata concessa. Giusto per fare un esempio”. “Abbiamo deciso di rendere pubbliche le nostre dimissioni – ha concluso Scordamaglia – perché nonostante tutti i tentativi fatti non siamo riusciti a incidere sul Consiglio, evidentemente questa situazione ad altri sta bene”.
“Le ragioni della decisione assunta – è scritto nelle dimissioni dei tre – sono da ricercarsi nella costante e continua inosservanza delle disposizioni normative che disciplinano e regolamentano il funzionamento del Consiglio dell’Ordine: approvazione del bilancio consuntivo e di previsione; formazione continua; Fondazione forense”. “A tali motivi – proseguono i tre dimissionari – si aggiungono le problematiche che l’avvocatura crotonese è costretta a vivere ogni giorno e delle quali il Consiglio dell’Ordine si è irresponsabilmente disinteressato, ovvero non ha saputo affrontarle in modo efficace ed incisivo: liquidazioni/revoche, gratuiti patrocini, tempi lunghi della giustizia, ufficio del giudice di pace, cassa forense”. Infine: “auspicano che da domani il presidente Iannotta possa iniziare ad operare nell’interesse dell’avvocatura senza individuare negli scriventi l’alibi delle proprie mancanze”.
“Siamo in prorogatio dal gennaio 2014 – dice Trocino – senza aver votato. Non sappiamo quando si voterà perché il regolamento dovrà essere ridiscusso. La rappresentanza dell’avvocatura è inadeguata all’interno del Consiglio dell’Ordine nazionale e crotonese. Lo abbiamo comunicato più volte ai nostri colleghi che non hanno voluto comprendere. Nel marzo 2014 abbiamo presentato una mozione di sfiducia (6 consiglieri su 15) che è stata bocciata, stessa cosa nel 2015. Il Consiglio dell’Ordine non viene gestito in linea con quella che è la normativa. La gestione, dal nostro punto di vista, potrebbe comportare anche delle responsabilità penali”.
Responsabilitá penali sulle quali si è soffermato Albanese: “Sono consigliere dell’Ordine da cinque anni e vi dico che, per esempio, fino al 2010 il Consiglio non verbalizzava le sedute, grazie all’Anf abbiamo ottenuto questo, ma non abbiamo ottenuto che le stesse vengano pubblicate. Il bilancio preventivo 2014 è stato approvato il 28 dicembre dello stesso anno, quello del 2015 non è nemmeno lontanamente ancora all’ordine del giorno. La gestione del Consiglio viene fatta facendo figli e figliastri. Per esempio la parte disciplinare: ci sono dei provvedimenti che vengono portati all’attenzione, altri vengono ignorati così come vengono sistematicamente ignorati i problemi che riguardano l’avvocatura”.

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